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Michele e Silvana, i nostri genitori, nel lontano 1968 si
sono trasferiti a Bibbona da Rosignano, nell'azienda agricola
acquistata, all'epoca in cui i contadini toscani abbandonavano
le campagne per andare a lavorare nelle industrie; infatti
nella via Campigliese, dove è situata la nostra azienda
troviamo molte famiglie marchigiane e campane.
Esposito, il nostro cognome, indica una chiara provenienza
meridionale, infatti nel 1951,
mio nonno è arrivato a Vada dalla provincia di Benevento
con la sua numerosa famiglia: aveva ben nove figli e mio
padre è il quarto. Mia mamma invece è toscana,
nasce a Vada, in una delle tante fattorie ma non rimane legata
all'attività agricola perché la 2^ guerra mondiale
la priva del padre così mia nonna lascia la famiglia
dei suoceri e con i due figli va ad abitare a Vada, dove
lavora come bracciante agricola stagionale e durante l'estate
affitta la loro piccola casa ai turisti fiorentini.
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Arrivati a Bibbona,
comincia per i miei genitori una nuova vita perché fino
ad allora avevano un negozio di generi alimentari a Rosignano
ed il cambiamento è veramente notevole! Si trovano
di fronte ad un'azienda agricola di 24
ettari di terreno,
senza attrezzature moderne e due stalle piene di mucche e
vitelloni.
Le due famiglie patriarcali di contadini che vivevano
e lavoravano vengono sostituiti da mio padre e mia madre,
all'epoca io e mia sorella eravamo ancora molto piccole
e mio fratello doveva ancora nascere.
L'intera azienda
viene trasformata, perché con l'avvento delle
macchine non era possibile lavorare rimanendo legati alla
vecchia concezione dei campi, che erano infatti separati
da due filari di viti e quest'ultime intervallate da piante
di frutta, oppure da fili di olivi. L'impianto di irrigazione
viene sostituito totalmente tanto da permettere la coltivazione
di ortaggi, attività che non verrà mai svolta
in maniera intensiva.
S'impianta una nuova vigna, un
oliveto specializzato con le tipiche cultivar toscane (frantoio,
leccino, pendolino e moraiolo) e le rimanenti colture ruotano
attorno all'allevamento del bestiame. Dal grano duro
si ottiene anche la paglia, l'erba medica si utilizza
come foraggio, il mais e l'orzo vengono macinati in
farina. Delle barbabietole da zucchero solo gli scarti
di lavorazione vengono essiccati e integrano la dieta del
bestiame.
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Intanto la frisona da latte viene sostituita dalla "pezzata
rossa" austriaca e dalla "chianina", quindi
l'allevamento si amplia e cambia ancora specializzandosi
nella riproduzione e nell'ingrasso. La vecchia stalla, situata
sotto l'abitazione non è più idonea ad accogliere
tali cambiamenti e il primo capannone costruito non è più sufficiente;
così si costruiscono nuove strutture dove gli animali
non sono più legati alle mangiatoie, ma sono liberi
di muoversi all'interno di una grande mandria all'aperto.
Passano gli anni e anche la famiglia cresce, la nonna materna
sarà un aiuto prezioso per noi 3 figli, aiutare i
genitori significa crearsi un bagaglio di esperienza che
più tardi si rivelerà preziosa.
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Verso la fine degli anni ottanta c'è una nuova cultura
che sta avanzando: aprire le aziende agricole al turismo,
far conoscere la vita di campagna attraverso un soggiorno
in azienda dove poter gustare i prodotti tipici e avvicinarsi
così alla scoperta di un mondo sconosciuto: quello
contadino toscano. Così nasce l'idea di utilizzare
le vecchie abitazioni per accogliere vacanzieri curiosi e
interessati alla nostra attività. Siamo favoriti dalla
vicinanza al mare e alle città d'arte, una posizione
strategica che permette di accogliere varie richieste. La
Silvana riesce a mettere a proprio agio ospiti di ogni tipo,
avviando così un'attività nuova per il mondo
agricolo: l'agriturismo. Ancora qualche anno di lavoro e
arriva anche per i nostri genitori il momento di dedicarsi
al riposo, o meglio di diminuire la loro attività,
perché immaginarli fermi è veramente impossibile!
Sono diventati nonni di ben quattro nipoti ed è arrivata
l'ora della pensione.
Nel 1999 l'azienda agricola
ed agrituristica cambia generazione, io e mia sorella decidiamo
di portare avanti l'opera dei nostri genitori; non è facile
far conciliare i molti ruoli che come donne rivestiamo: mogli,
madri e conduttrici di tale attività. Ancora una volta è necessario
scegliere e cambiare attività da svolgere, tenendo
conto delle esigenze del mercato. L'allevamento ha subito
un duro colpo dopo la vicenda della mucca pazza, per cui
decidiamo di ridurlo drasticamente, ampliare l'agriturismo
e valorizzare la nostra produzione d'olio extravergine d'oliva
che viene conferito al consorzio dell' I.G.P.
Toscano. L'imbottigliamento del nostro olio è l'ultimo
traguardo raggiunto!
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| Per ampliare l'agriturismo abbiamo utilizzato le vecchie
stalle e magazzini ormai in disuso da anni. Quanta fatica e
quanta polvere per riportare alla luce le vecchie volte che
adesso possiamo ammirare nell'interno di due appartamenti ("salvia" e "alloro")!
Abbiamo recuperato tutto ciò che potevamo come le pietre
di travertino poste all'ingresso del porticato e i mattoni
e le poche mezzane dei vecchi pavimenti sono gli stessi dei
vialetti d'ingresso. Il vecchio pollaio con la piccionaia?
Trasferiti altrove, di tutto ciò rimane una vecchia
finestrella contornata di mattoni. Quanta fatica! Ma quanta
soddisfazione oggi, nell' ammirare il frutto del lavoro di
un'intera famiglia, che ha fatto tesoro delle esperienze personali
e ha saputo valorizzare un mestiere antico ma sempre attuale! |
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